Tutto quello che c’è da sapere per trovare lavoro nella musica

job musicI giovani sono i primi a sognare di lavorare nel mondo della musica, ma anche chi ha accantonato questo sogno allontanato da altri eventi della vita potrebbe riprenderlo in mano.

Chi lavora con la musica Le figure professionali che interessano il mondo della musica sono diverse e vanno dall’impresario, all’arrangiatore fino al tecnico del suono o a chi si occupa della parte amministrativa e legale per la tutela dei diritti d’autore nell’era della digitalizzazione. Sono settori diversi ma tutti concorrono a creare quel mondo fatto di note che tanto attrae chi la musica la ama dal profondo. 
Dal punto di vista di chi invece vuole calcare le scene, quindi chi sa cantare e suonare gli strumenti, la strada è forse più impegnativa perché bisogna farsi conoscere, inviare demo alle case discografiche e ai talent scout, trovare una sala di registrazione, anche pagata privatamente, e un arrangiatore che possa ottimizzare i brani. E anche dopo aver avuto il primo contatto con la casa discografica potrebbero passare fino a 2 anni prima di vedere il la produzione del cd con il proprio nome distribuito.

Studiare per lavorare nel mondo della musica 
La passione è fondamentale per lavorare in questo ambito ma anche la preparazione deve affiancarla, per non trovarsi spiazzati quando sarà necessario dimostrare la propria professionalità. Per questo motivo è molto importante scegliere il giusto percorso di studio oppure ampliarlo con corsi utili. Anche le università online come Unicusano offrono master decisamente interessanti per chi vuole lavorare nella musica. Con l’e-learning si può studiare a distanza e conseguire un titolo che riguardi uno degli ambiti della musica nel settore legale, in Project Management o in Digital Marketing ecc.

I settori della musica dove trovare lavoro E’ l’organizzazione dei concerti quella che genera più posti di lavoro che, secondo le stime, si aggirano intorno a 300mila posti di lavoro e sopratutto nel periodo estivo “a chiamata”. Si cercano in particolare figure di esperti in tecnologie digitali, artisti vari e anche professionisti nell’ambito dello sfruttamento dei diritti d’autore. Lo dice un rapporto reso pubblico dalla Fondazione Symbola e Unioncamere “Io sono cultura”, che evidenzia come nel 2014 i posti fissi in questo settore siano stati circa 5.000 per un fatturato totale di 428milioni di euro.

Negli ultimi anni il comparto ha eseguito una risistemazione che ha dato nuovo slancio a tutta la relativa economia che è ripartita a dispetto della crisi. La professionalità delle figure ricercate permette di avere guadagni considerevoli e diversificati per ogni lavoratore. Se per esempio si prende in considerazione che il compenso dei direttori di produzione può arrivare a circa 600 euro a serata, mentre 400 euro può essere quello che riguarda i cosiddetti arrampicatori del palcoscenico. Le mansioni di base hanno invece un guadagno pari a una giornata di lavoro di un barista. Per chi invece aspira a fare il front-man il ricavato è relativo sempre dalle vendite che molto dipendono dalla buona distribuzione. In realtà almeno il 70% va in mano all’impresario e circa l’8% rimane all’artista compresi i diritti d’autore, ma si tratta di un investimento per il futuro, che si spera sia roseo e dove le cifre saranno più interessanti.

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