Riccardo Muti: lezione-concerto per i giovani

Quasi un mese fa, con un lungo prologo, più volte interrotto da applausi, in cui il direttore d’orchestra Riccardo Muti ha anche toccato l’attualità e non ha dimenticato l’ironia, si è aperta la lezione-concerto sul Nabucco tenuta al Teatro dell’Opera di Roma, davanti a duemila persone fra i quali sopratutto studenti provenienti dalle università e i conservatori di musica. Durante l’evento ha detto il maestro Muti: “Riconquistiamo l’aristocrazia della nostra musica di cui Verdi è il massimo rappresentante e i signori del Governo dovrebbero rendersi conto che la cultura, anche economicamente, può essere importantissima. Non lasciamo che i ragazzi non possano più andare a teatro e che gli studenti dei conservatori dopo aver lavorato dieci anni per sè non sappiano cosa farne“. Il Maestro, che porterà in scena il Nabucco al Teatro dell’Opera dal 16 al 23 luglio, ha aggiunto: “Io dico queste cose dagli anni ’60“. Il maestro durante l’incontro, durato poco meno di due ore, ha eseguito al piano varie arie d’opera, cantante fra gli altri da Luca Salsi (Nabucco), Riccardo Zanellato (Zaccaria) e Sonia Ganassi (Fenena). Momenti musicali alternati ai racconti del direttore d’orchestra che ha anche spiegato, scatenando risate e applausi, perchè secondo lui il “Va pensiero” non può diventare inno nazionale: “Verdi raccomandava che fosse cantato in modo lento e grave, ve lo immaginate la Nazionale di calcio che sta per quattro minuti a cantarlo a capo chino? Pensate a Totti….“. Inoltre Muti, ha rievocato la genesi del Nabucco, “che Verdi considerava la sua prima grande opera“, per quanto fosse arrivata dopo un suo momento di profonda crisi, dovuta alla morte della moglie e dei figli e all’insuccesso di “Un giorno di regno“. A convincerlo a scriverla erano stati proprio i versi sul libretto del “Va pensiero”: “non è vero però che dall’inizio fu visto come un inno di rivolta contro gli austriaci. Lo è diventato con il tempo. Nel senso di nostalgia che evoca, si riconoscono tutti in tutto il mondo“. Il famoso direttore d’orchestra ha anche ricordato l’importanza per la cultura italiana e per le nostra musica delle bande musicali, “anni fa ho fatto un appello proprio perchè venissero salvaguardate“. E ha raccontato della volta in cui dovendo eseguire un’aria del Nabucco con una banda i musicisti gli dissero: “non si preoccupi maestro, lei muova le braccia e al resto pensiamo noi“.

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