Quando la musica aiuta a vendere

vendite musicaliUna delle compilation più famose nel nostro Paese si chiama Top Of the Spot, pubblicata ogni anno intorno ad aprile, che raccoglie le tracce musicali delle pubblicità più popolari degli ultimi 12 mesi. Non si tratta di un album inquadrabile in un preciso genere musicale: esso contiene pezzi pop in voga nell’anno corrente, ma anche brani di qualche decennio fa che hanno fatto la storia della musica del ‘900. Ad esempio, nell’edizione 2015, i Jackson 5 e i Beach Boys convivono pacificamente con Sia e Stromae.

Questa compilation (che ovviamente è acquistabile anche sulle piattaforme di musica digitale!) riassume perfettamente il rapporto che c’è tra la musica e l’advertising: una canzone acquista lustro se associata a uno spot, e viceversa. Sia il prodotto protagonista della pubblicità, sia l’autore del brano utilizzato ne traggono un indiscutibile vantaggio: il primo in termini di riconoscibilità dello spot, il secondo anche in termini economici. Infatti, la legge italiana, in tutela del diritto d’autore, prevede che al cantante/gruppo o autore del brano venga corrisposto un equo compenso per il suo utilizzo. La pubblicità, d’altro canto, ha avuto il pregio di far risorgere alcuni brani: è il caso di “Breath”, scritta dallo scozzese Midge Ure nel 1996, che conobbe la vera popolarità solo due anni dopo. Nel 1998, infatti, la casa svizzera Swatch lo scelse come soundtrack di un famoso spot dallo spiccato impatto “emozionale”.  Non una rinascita, ma sicuramente bellissimo refresh fu il caso di “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini: la versione originale del brano, una ballata rock, uscì nell’anno 1995 e ottenne un buon successo. Il brano fu riarrangiato in versione acustica nell’anno 2004 e incluso in un album dal titolo “Perle”. Ma è nel 2007 che il pezzo viene scelto come colonna sonora dello spot della nuova Fiat Bravo. Questa nuova versione raggiunse quell’anno il primo posto nella classifica dei singoli più venduti in Italia anche se, in realtà, non era un singolo! Un risultato che la cantautrice senese non otteneva dai tempi di “Un’estate italiana” nel 1990. Tra il mondo dell’advertising e quello della musica nascono anche interessanti sodalizi, analogamente a quanto accade nel cinema: come non menzionare il recente caso della (ormai italianissima!) Jeep che per lo spot del suo SUV compatto Renegade ha scelto un brano composto da un gruppo di alternative rock (indie, direbbero in molti) newyorkese: si tratta dell’omonimo “Renegade”, divenuto in qualche settimana un grandissimo successo radiofonico. Il testo della canzone stesso, oltre al titolo, rispecchia lo spirito libero, anticonformista, avventuroso che caratterizza l’auto dello spot.

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