Estate 2018, attesa per il ritorno di Bruce Springsteen a San Siro

Bruce Springsteen live concertiL’estate 2017 è appena terminata ma gli appassionati di musica live si stanno già leccando i baffi per le indiscrezioni legate ai super ospiti che calcheranno il palco di San Siro nel 2018. Un nome su tutti? Quello di Bruce Springsteen.

The Boss è ormai un abitué del Meazza: il primo indimenticabile concerto fu quello di giugno 1985. Proprio a Milano la rockstar americana ha tenuto alcuni dei suoi show più memorabili. Come dimenticare quello sotto la pioggia del 28 giugno 2003 e la recente doppietta 3-5 luglio 2016? Il totale parla di sette esibizioni a San Siro.

Bruce Frederick Springsteen nasce il 23 settembre 1949 a Long Branch nel New Jersey. Bruce Springsteen cresce nella piccola cittadina di Freehold dove una sera rimane incantato da un esibizione tv di Elvis Presley all’Ed Sullivan Show. Siamo nel 1956 e Bruce decide cosa farà da grande: il cantante rock’n’roll. Nel 1965 entra a far parte di una band locale, i Castiles. Dopo tre anni il gruppo si scioglie e Bruce Springsteen inizia a frequentare Asbury Park, piccola cittadina costiera caratterizzata da un grande fermento musicale. Qui conoscerà molti di quei musicisti che entreranno a far parte della E Street Band.
Dopo qualche anno il Boss conoscerà Mike Appel, produttore discografico di New York che darà una svolta alla sua carriera. Appel riesce a far ottenere a Springsteen un’audizione alla Columbia Records di John Hammond, celebre talent scout scopritore di Bob Dylan. Bastano due canzoni per convincerlo che il ragazzo merita un contratto discografico. I primi due dischi, datati 1973, sono “Greetings from Asbury Park, NJ” e “The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle”. Le recensioni sono ottime ma le vendite scarse. Si arriva quasi alla risoluzione dell’accordo ma Springsteen non demorde e decide di puntare su quella che sarà la forza di tutta la sua carriera: le esibizioni live. La Columbia decide di puntare ancora su Bruce che nel 1975 sfornerà quello che ancora oggi è uno dei suoi più grandi capolavori: “Born to Run”. Un disco che contiene delle vere e proprie pietre miliari come la stessa title track, “Thunder Road” e “She’s the one”.
Passano tre anni ed esce “Darkness on the Edge of Town”, album fondamentale per l’evoluzione artistica di Springsteen che inizia a parlare di storie di gente comune e della lotta quotidiana per la vita e la dignità. La strada è tracciata e troverà piena espressione nel doppio album “The River”, uscito nel 1981 e che porterà il Boss a esibirsi per la prima volta in Europa.
Dopo l’acustico e intimista “Nebraska” del 1982, nel 1984 arriverà il successo commerciale con l’album “Born in the USA”. La canzone che dà il titolo all’album lo trasformerà in una rockstar di livello planetario e il tour che lo accompagna sarà uno dei più seguiti di sempre.
Il successo porterà a una sovraesposizione mediatica non sempre gradita dalla rocker del New Jersey che decide di far uscire nel 1987 “Tunnel of Love”, album che parla in prima istanza dei difficili rapporti tra uomo e donna. Lo stesso anno Springsteen e la E Street Band partecipano con artisti come Youssou N’Dour, Tracy Chapman, Peter Gabriel e Sting a un tour mondiale organizzato da Amnesty International. Dopo il tour Springsteen scioglie la Band e lascia il New Jersey iniziando un periodo di silenzio che durerà cinque anni.
La discografia riparte nel 1992 con “Human Touch”, album che contiene la fortunata hit “Roll of the dice”, una delle canzoni dedicate al gioco più amate di tutti i tempi ed entrata nell’immaginario popolare, statunitense e non. Roll off the dice, Human Touch e non solo per il Boss che alla fine dello stesso anno pubblicherà un altro disco di inediti.
Il 1994 è l’anno della vittoria dell’Oscar come migliore canzone per “Streets of Philadelphia”, scritta per il film Philadelphia mentre il 1995 Bruce Springsteen dà alle stampe l’album semi-acustico “The Ghost of Tom Joad”. Sempre nel 1995 il Boss rispolvera l’E Street Band con la quale inciderà nel 2002 “The Rising”, album di riflessione sull’America post 11 settembre.
Con “Devils & Dust” del 2005 il rocker riscopre le sue origini folk prima di tornare al rock l’anno successivo con le cover contenute nell’album “We Shall Overcome – The Seeger Sessions”. Ad inizio 2007 esce il nuovo disco inciso con la storica Band e intitolato “Magic”. A esso seguiranno “Working on a dream” del 2009, “Wrecking ball” del 2012 e “High Hopes” del 2014.





Fonte immagine: Wikipedia

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