Artisti musicali: Nicola Sartori

Nicola Sartori è un cantautore veronese, classe ’76. Dopo aver accumulato esperienza in cover band locali, nel 2000, fonda i Rosillusa. Con la band autoproduce un album dal titolo L’Arca di non è, a metà tra rock e cantautorato. Nel 2002 realizza un videoclip nella capitale con la regia di Marco Antonio Romano, già regista del primo cortometraggio della rock band trevigiana Estra. Nel 2004, con la band Rosillusa divide diverse volte il palco con la band veronese Farabrutto, assieme ai quali partecipano al Mei Fest Tour, organizzato dal Meeting Etichette Indipendenti di Faenza. Nella primavera del 2005 il brano Scrigno funge da colonna sonora ad uno dei servizi presenti all’interno del programma “Futura city”, in onda su Rai Due. Dopo l’esperienza Rosillusa,decide di intraprendere la carriera solista. La band che lo accompagna è composta dal pianista Tommaso Franco e dal bassista Nicola Righetti. Nicola Sartori porta in musica tutto ciò che lo turba. Le sue canzoni vanno dal pop al rock, passando per sonorità jazz, incontrando sonorità folk. Il suo songwriting è strettamente legato al cantautorato italiano, prendendo a riferimento Tenco e Fossati. La musica, che arrangia assieme agli amici musicisti di sempre, Nicola Righetti e Tommaso Franco, nasce dalla chitarra, in maniera quasi istintiva. I testi, al contrario, sono frutto di riflessioni attente. Le sonorità, quasi acustiche, incontrano la forma canzone tradizionale, cercando di restituire un’accattivante orecchiabilità. Cantattore è il disco d’esordio di Nicola Sartori. L’intenzione è quella di riuscire a comunicare i propri turbamenti attraverso brani dalla struttura della canzone più classica, proponendo tematiche non proprio leggere. Le canzoni ci raccontano quindi del disagio della crescita (Vai piano e L’uomo che avrai), della leggerezza dei nostri tempi (Niente e Il vicolo dei ciechi), della tv dei reality (Nullauomo e Cantattore), delle inquietudini e i fremiti delle relazioni umane (Dialogo d’inverno, Confusa, Tessi, Quanto ridere fa) e perfino un manifesto dichiarato alla forza delle donne nel brano Incontro. A colorare le canzoni ci sono violini e violoncelli, trombe e flicorni, pianoforti e fisarmoniche, che trasportano abilmente le parole di Nicola Sartori. Il disco vede la partecipazione di Sbibu dei Farabrutto, che ha prestato le sue ritmiche al brano Dialogo d’inverno.

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