Artisti musicali: I Plug Out Head

I Plug Out HeadI Plug Out Head sono un progetto di musica inedita che nasce a Febbraio del 2013 a Reggio Calabria. L’intesa, la collaborazione e gli obiettivi che vengono fuori dall’incontro dei 4 membri sono chiari ed evidenti. Infatti iniziano subito a comporre brani inediti e ad aprile dello stesso anno entrano in studio di registrazione presso il Saan Record Studioreg insieme al fonico Alessio “Lex” Mauro. L’11 Maggio 2013 esce ufficialmente il primo singolo autoprodotto “Can Not Get Enough” su supporto CD. Nel Luglio 2013 si aggiudicano il secondo premio al “Tortuga Music Festival” (Melito, RC). Ad agosto dello stesso anno la band inizia le riprese del videoclip del singolo “Can Not Get Enough”, che viene pubblicato nei loro canali ufficiali il 6 Ottobre 2013. A Luglio 2014 partecipano al contest “PostePay Rock In Roma Factory”, che gli dà la possibilità di esibirsi il 24 Luglio in semifinale al Rock In Roma all’interno dell’Ippodromo Capannelle, in apertura del concerto dei Placebo. Quello stesso giorno pubblicano il secondo singolo ufficiale dal titolo “Take My Hand”, registrato presso il Saan Record Studioreg e missato da Alessio Mauro, e regalano cento copie del suddetto CD al pubblico del Rock In Roma. A Settembre dello stesso anno sono ospiti a Roma al Reset Rock Festival per la prima edizione dell’evento Green Day Fest. Il 5 settembre 2015 sono ospiti della seconda edizione dell’evento Green Day Fest, svoltasi a Roma. Il 13 maggio 2016 è uscito il loro nuovo album dal titolo “MILKSHAKE“. L’album è stato registrato e prodotto con l’etichetta Kreative Klan al Kreative Klan Studio (Verona) nell’estate 2015. Le registrazioni si sono svolte in 2 settimane di intenso lavoro, dove sono stati incisi 10 brani dalle sonorità Punk Rock/Alternative composti sin dal 2013. L’11 giugno è uscito il videoclip del singolo “My Grandma is a Punk-Rocker” diretto da Officine Alpha.

album MILKSHAKETracklist “MILKSHAKE”: 1. The Lost Boys Killed Peter Pan 03:33:35 2. Hey Boy 02:32:66 3. My Grandma is a Punk-Rocker 02:37:43 4. Growing Up 02:33:60 5. Save Me 04:51:63 6. In Time 03:40:70 7. Where Do You Run? 02:13:38 8. Nation Dog 02:38:10 9. Like Rain 06:17:05 10. Afterlife 04:12:62

I Plug Out Head sono: Bruno Vadalà: Voce Davide Bolignano: Chitarra, voce Gianluca Costa: Basso Isabella Vitali: Batteria

E’ USCITO IL PRIMO SINGOLO DEL NUOVO ALBUM DEI PLUG OUT HEAD, “MY GRANDMA IS A PUNK ROCKER” “My Grandma Is A Punk Rocker” è il nuovo irriverente singolo e videoclip dei Plug Out Head pubblicato l’11 giugno sul loro canale YouTube. Le riprese si sono svolte a Roma nel mese di Aprile in un intenso weekend di lavoro, tra le location possono essere riconosciute Piazza Don Bosco e il Cross-Inspirational Place “Together” a Trastevere. Dietro la macchina da presa troviamo i giovani talentuosi videomaker di Officine Alpha, che firmano una produzione di un video musicale divertente ed originale. Al makeup invece troviamo la giovanissima artista Maria Francesca Mauceri. La trama del video racconta delle imprese dispettose di quattro vecchietti, alter ego un po’ datati degli stessi membri della band.. ma non vogliamo svelarvi troppo, andate a guardarlo! Link video: https://www.youtube.com/watch?v=COSOhXTAikw

RECENSIONE PLUG OUT HEAD “MILKSHAKE” I Plug Out Head, band punk-rock/alternative di Reggio Calabria, lo scorso 13 Maggio hanno rilasciato il loro primo album di esordio: “Milkshake”. L’album è stato registrato e prodotto con l’etichetta Kreative Klan al Kreative Klan Studio di Verona nell’estate 2015. Le registrazioni si sono svolte in 2 settimane di intenso lavoro, dove sono stati incisi 10 brani dalle sonorità e ispirazione prettamente punk rock, composti sin dal 2013. Il CD è attualmente disponibile su varie piattaforme online: Itunes, Spotify, Amazon, Bandcamp, ed è anche in vendita in formato fisico nello store del loro sito ufficiale. L’artwork e le grafiche del booklet del CD, sono state disegnate e curate dall’artista reggino Paolo Putortì, che ha saputo trasportare la musica sul foglio creando delle immagini davvero originali, dai colori acidi e vividi, che catturano subito lo sguardo in una visione quasi “surreale”. Dal punto di vista musicale “Milkshake” è sicuramente un full length “punk”. Per tutti i brani mantiene lo spirito, le sonorità ruvide e soprattutto la semplicità tipica del genere. Un’altra nota positiva a favore dell’album è che tutti i brani possiedono una buona “melodia”, una linea melodica che tiene testa ed esalta tutta l’energica e rockeggiante parte musicale. Praticamente ogni brano contiene un ritornello, di quelli che ti entrano in testa, e non se ne vanno più! Le tematiche affrontate nei testi sono molto varie, come in una sorta di miscuglio dentro a un “Milkshake”, dal sentirsi strani per l’ansia di crescere, a tematiche più profonde come la perdita di qualcuno. Anche se non stiamo parlando affatto di un “concept album”, ci sentiamo di dire che dai contenuti viene fuori una certa omogeneità di stile, in evoluzione, partendo da contenuti più simpatici e leggeri sino ad arrivare a concetti più interiori, e si sente che il tutto viene fuori dalle stesse quattro menti di ragazzi post adolescenti.

Ma spendiamo qualche parola in dettaglio per ogni brano di “Milkshake”. “The Lost Boys Killed Peter Pan” è la traccia che apre il disco. Dopo pochi secondi di un piccolo energico intro strumentale, il brano incalza fresco ed energico sino ad esplodere in uno dei ritornelli probabilmente più melodicamente riusciti di tutto l’album. Il timbro vocale è secco e ruvido in una voce che non può non ricordare band come i The Clash, in pieno stile “oldschool”. Il testo è dissacrante e goliardico, prendendo simpaticamente in giro una delle favole più belle di sempre. La seconda traccia è “Hey Boy”. Qui il tempo accelera ancora di più toccando quasi l’hardcore nelle strofe, che si alternano a ritornelli “gridati” di gruppo che lanciano un’energia pazzesca. Il tutto poi si ferma in un bridge/interlude davvero originale, per poi come in un’impennata riesplodere ancora più potente alla fine. Il testo contiene un ritmo molto carino. Da un lato nelle strofe abbiamo un ragazzino ribelle che canta “I don’t want to waste my time on a chair”, e dall’altro nei ritornelli troviamo “l’autorità”, il “potente” per esempio per citare il film “School Of Rock”, insomma un genitore severo? Un insegnante frustrato? Che ci dice cosa fare, che non valiamo nulla, e ci incoraggia a vivere una vita “standard” che non lascia spazio ai sogni. Ed è per ciò che in questa seconda traccia troviamo forse il concetto di “punk” e “ribellione” tipico di un adolescente, più di tutti gli altri brani. L’idea di una vecchietta che faccia la “punk rocker” con cresta e borchie suona quanto divertente, quanto geniale, non è vero? Beh la terza traccia del disco “My Grandma Is A Punk Rocker” canta scherzosamente proprio di questo! Powerchord pieni e potenti lasciano spazio a una voce sempre molto grezza, in un’atmosfera e semplicità quasi alla Ramones, con un ritornello ripetitivo ma che si fissa nella testa. Carinissima anche la citazione di “Sliver” dei Nirvana nel secondo verso, da veri intenditori! La quarta traccia è “Growing Up”: veloce, caotica e frenetica. Rappresenta quanto ancora in questo album si è voluto picchiare duro, riportando in uno stile proprio quello è il tipico sound della tradizione old school. Molto carino l’assolo di chitarra finale con cui il brano si chiude. In questo caso chi parla è la mente di un ragazzino confuso e agitato, ma che alla fine sta solo crescendo. “Save Me” è la quinta traccia, e spezza leggermente il ritmo fino ad ora portato avanti. E’ un brano più calmo, di una sonorità che ricorda quasi un rock/country americano, con una bellissima linea di basso che fa da controparte a un riff di chitarra che non puoi non fare a meno di ricordare dopo che la canzone è terminata. Il punto più bello sono i ritornelli in cui troviamo delle armonie vocali emozionanti. La canzone è dedicata ad una lei da cui vorremmo esser mostrata la via e farci “salvare”. Un attimo di tregua, perchè alla sesta traccia i Plug Out Head ritornano più carichi che mai! “In Time” ha delle batterie potenti e dinamiche, forse uno dei punti più forti del brano, ma poi anche gli altri strumenti assieme alla voce si fanno strada. Questo brano rappresenta la conferma dello splendido utilizzo delle parti vocali in tutto questo lavoro: una lead vocal graffiante e roca, contrapposta a delle backing vocals più pulite ed armoniche, e la cosa funziona alla grande! Qui la tematica è più filosofeggiante, una sorta di riflessione sul vivere dentro questo flusso che scorre irrimediabilmente solo in avanti che è il tempo. Alla settima traccia troviamo “Where Do You Run?”, una delle tracce più brevi del CD. Come un’altalena, passa da strofe che “picchiano” di più a ritornelli leggermente più morbidi e melodici, sino a concludersi in dei veri e propri giochi strumentali tra batteria, chitarra e basso. Nel testo della canzone troviamo una ragazza delusa e con i sentimenti infranti ma pronta a fuggire via lontano e ricominciare. In un album “punk” ci si aspetta prima o poi una canzone con delle tematiche di un contenuto di critica sociale o politica, infatti l’ottava traccia di Milkshake è “Nation Dog”. E’ un grido, in certi toni anche sarcastico, contro la falsità e l’illogicità di alcuni aspetti della società moderna. “This is the country that cares too much to football players and TV sluts” canta, senza peli sulla lingua, una voce che questa volta sembra far davvero resuscitare Joe Strummer dei Clash. La particolarità di tutto il brano è la linea di basso arpeggiata nelle strofe che sostituisce completamente la chitarra. E un brano del genere non poteva non finire citando gli apripista del punk inglese: i Sex Pistols!

“Like Rain”, la nona traccia, è senza dubbio la “ballad” del disco. Si apre con un arpeggio di chitarra acustica che, ancora prima che inizi la voce, ti cattura e ti emoziona, per poi esplodere con tutti gli strumenti, e una parte vocale che si fa sempre più struggente accompagnata dalle seconde voci in armonia. L’outro finale è forse uno dei punti che maggiormente arricchisce questo brano, in una sorta di “epico finale” che riesce a spingere al limite tutte le emozioni. Chi parla nel testo è qualcuno che ha perso un amico, “Goodbye, Goodbye my friend” ripete, quasi come un mantra, la voce durante la canzone. Perchè sì, questa è una canzone che parla di perdita e abbandono, dove speriamo di rincontrare un giorno chi non abbiamo più accanto , ma sappiamo che tutto sarà inevitabilmente diverso. Piccola nota importante, nel booklet la canzone è stata dedicata in memoria di un certo “P.J.”, un ragazzo amico della band, purtroppo toltosi la vita qualche anno fa. “Afterlife” è la decima e ultima traccia che chiude il disco, ed è una cazone molto particolare, forse la più diversa rispetto a le altre. Dai toni cupi quasi “grunge”, la canzone parte con un riff di chitarra tagliente, per poi esplodere in dei ritornelli tiratissimi a tutta velocità. Le parti vocali sono molto interpretate, quasi “oscure” per certi versi, e donano particolarità a probabilmente il brano più sperimentale del disco. La tematica trattata è un angosciante dialogo tra la vita e la morte. E dopo che finisce la canzone aspettate qualche minuto, perchè i Plug Out Head non hanno ancora finito di regalarvi sorprese! In conclusione ci teniamo a dire che “Milkshake” è un album che vale veramente la pena di essere ascoltato. Chi ha amato la scena rock alternative e punk degli anni ’90 e ’00, si sentirà a casa riascoltando una giovane band esordiente che ripropone con un stile tutto proprio quelle sonorità. E adesso andatevi ad ascoltare il disco anche voi!

Link streaming album “Milkshake” BANDCAMP: https://plugouthead.bandcamp.com/album/milkshake Per acquistare l’album: Itunes: https://itunes.apple.com/it/album/milkshake/id1108243963 Spotify: https://play.spotify.com/album/062uFZBNesRGdZl5He9NKF Amazon Italia: https://www.amazon.it/gp/product/B01EUFYNEO?ie=UTF8&redirect=true&ref_=dm_ws_sp_ps_dp Per acquistare una copia fisica del CD online, potrete farlo a questo link dello store ufficiale: http://plugouthead.altervista.org/store/

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